mercoledì 18 giugno 2008

Compito 5 : valore del contesto

Se ripenso al liceo mi ritorna in mente la mole enorme di nozioni che ho dovuto imparare a memoria: interi brani di artisti greci e latini, date di storia a go go, formule e teoremi di matematica e fisica. Per i brani e le date lo sforzo mnemonico era più agevole, in quanto riuscivo a inserirle in un contesto di base in cui mi orientavo bene e che conoscevo.
Discorso diverso, invece, per la matematica. Soprattutto per colpa delle poche ore che erano dedicate a tale insegnamento (pecca enorme del liceo classico), lo studio di questa materia risultava “frammentato” ; durante ogni lezione veniva introdotta una nozione diversa senza la possibilità di metabolizzare quella precedente. Così, la classe imparava la singola legge o teorema avendo pressoché oscuro il contesto di base in cui si inseriva. Non è un caso quindi che, nonostante l'8 in pagella a tale materia, nella prova di ammissione a medicina di due anni fa ho totalizzato, nella sezione di matematica e fisica, 0,25 su 13 punti a disposizione. Molte delle domande che avevo sbagliato, pur non essendo di per sé difficili, richiedevano la capacità di sapersi muovere un minimo nella materia, elemento che ahimè non possedevo...
Devo ringraziare quindi mio padre che, rispiegandomi la fisica con le sue intortanti ( ma pratiche) spiegazioni, mi ha trasformato da analfabeta della materia a semi-analfabeta.. :-)